Dengue

Dr.ssa Sara Melzi
Infettivologo Medico Chirurgo, specialista in Malattie Infettive e Tropicali Creato il: 17/02/2025La malattia può manifestarsi con sintomi influenzali ed eruzioni cutanee simili al morbillo, ma in alcuni casi può produrre complicanze come febbri emorragiche potenzialmente fatali.
La Dengue è endemica in molte aree tropicali e subtropicali del mondo, con una presenza significativa in regioni come l’India e l’Asia meridionale, l’Africa subsahariana, l’America centro-meridionale e le isole del Pacifico.

Cause
La Dengue è causata da uno dei quattro ceppi del Dengue virus, DENV-1, DENV-2, DENV-3 e DENV-4. Questi appartengono alla famiglia dei Flaviviridae. La trasmissione avviene principalmente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes; nella maggioranza dei casi, il vettore è Aeses aegypti ma esistono anche prove di una trasmissione mediata da A. albopictus.Queste zanzare possono essere infettate dal virus quando si nutrono di sangue di una persona infetta e poi trasmettono il virus a persone non infette attraverso successive punture.
Sintomi
Solitamente, la sintomatologia della Dengue inizia a comparire dopo meno di una settimana in seguito alla puntura della zanzara. Al suo esordio, la malattia si manifesta con una febbre spesso molto alta, spesso accompagnata da mal di testa, dolori oculari, muscolari e articolari e anche fenomeni di nausea e vomito. In genere, questi sintomi si esauriscono entro 2-4 giorni dalla loro comparsa; dopodiché, in circa 24 ore, la febbre tende a risalire, spesso meno di prima, associandosi anche alla presenza di un rash cutaneo.In genere, la sintomatologia tende a esaurirsi entro tre giorni dalla sua comparsa. Se invece la malattia è in forma più grave, possono manifestarsi dei residui sintomatici per diverse settimane, in particolare un importante senso di stanchezza.
Diagnosi
La diagnosi della febbre dengue si basa su diversi fattori, tra cui la presenza di sintomi caratteristici della malattia e l’esposizione a regioni endemiche o recenti viaggi in tali aree. I medici possono confermare la diagnosi attraverso test di laboratorio, tra cui:- test sierologici: consistono nel dosaggio degli anticorpi prodotti dall’organismo in seguito all’infezione;
- test antigenici: si basano sull’individuazione del materiale proteico del virus all’interno del circolo sanguigno o in alcuni fluidi corporei;
- test molecolari: sono i test generalmente più affidabili e si basano sull’uso della reazione a catena della polimerasi (PCR) per individuare il materiale genetico del virus nell’organismo.

Rischi
Normalmente la Dengue si risolve spontaneamente in circa una settimana ma, in alcuni casi, nell’insorgenza del secondo rialzo termico si associa a una delle più temibili complicanze della malattia, la cosiddetta Dengue emorragica.In questa forma, la malattia si presenta come una trombocitopenia, ossia una carenza di piastrine che porta a una forte perdita di liquidi e alla comparsa di emorragie importanti. I pazienti con la Dengue emorragica mostrano quindi numerose piccole emorragie, come lividi, petecchie o epistassi, e la comparsa di sangue nel vomito e nelle feci. In casi estremi, l’entità delle emorragie può portare a situazioni di shock cardiocircolatorio che possono essere fatali per il paziente.
Cure e Trattamenti
La febbre Dengue può essere prevenuta seguendo numerose strategie sia per evitare l’infezione che per contenerne l’evoluzione. Gli approcci possibili includono:- vaccinazione: al momento esistono due vaccini autorizzati in Italia e che consentono di sviluppare una sufficiente protezione anticorpale contro tutte le forme del virus;
- riduzione dell’esposizione: se si viaggia o si risiede in zone in cui la zanzara Aedes è presente, è utile evitare al massimo di evitare il contatto; questo è possibile tramite indumenti coprenti, l’applicazione di zanzariere a porte e finestre e la prevenzione del ristagno d’acqua (es. svuotando secchi, piscine per bambini o vasi);
- uso di repellenti: se non si può evitare l’esposizione all’aria aperta in zone endemiche per la Dengue, può essere utile applicare dei repellenti sulle zone di pelle esposta all’aria. In genere, è preferibile usare repellenti a base di DEET (dietiltoluamide);
- isolamento: i pazienti colpiti dalla malattia devono essere isolati dalle zanzare, in modo da prevenire che l’infezione possa essere propagata ulteriormente.
- riposo e idratazione: il riposo a letto è fondamentale per consentire al corpo di combattere l’infezione. È importante che i pazienti con febbre dengue aumentino l’assunzione di liquidi per prevenire la disidratazione, specialmente se si verificano sintomi come febbre alta, vomito o diarrea;
- antinfiammatori: in genere, la somministrazione di antinfiammatori come il paracetamolo è utile per contenere la manifestazione febbrile. È comunque importante prestare attenzione a non assumere antinfiammatori non steroidei come l’ibuprofene o l’acido acetilsalicilico, in quanto possono aumentare il rischio di emorragie.
In generale, dopo la guarigione dalla febbre Dengue, l’organismo riesce a sviluppare una protezione anticorpale a vita; pertanto, i pazienti tendono a non avere recidive dell’infezione.
Bibliografia
- Gubler DJ. Dengue and dengue hemorrhagic fever. Clin Microbiol Rev. 1998 Jul;11(3):480-96.
- Kularatne SA, Dalugama C. Dengue infection: Global importance, immunopathology and management. Clin Med (Lond). 2022 Jan;22(1):9-13.
- Kularatne SA. Dengue fever. BMJ. 2015 Sep 15;351:h4661.
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